Aleksandr Sergeevitch Puschkin

Aleksandr Sergeevitch Puschkin nacque nel 1799 in una famiglia nobile, dedita alla letteratura: infatti il padre e lo zio
erano poeti e frequentavano letterati importanti. Sommo poeta russo, fu il capostipite della nuova letteratura russa che
nelle sue opere ha posto fondamento alle norme della lingua letteraria russa.
Puschkin visse in esilio per motivi politici dal 1824 al 1826 a Michajlovskoe nella tenuta di famiglia di sua madre, nella
regione di Pskov (a 360 kilometri da San Pietroburgo). Visse ancora nel Caucaso, in Crimea, in Moldavia e a
Odessa. Negli ultimi anni visse a Mosca, dove morì il 10 febbraio del 1837 per le ferite
riportate in un duello.
Tra le sue opere:
- Il prigioniero del Caucaso (1820-21)
- Gli zingari (1823-24)
- Evgenij Onegin (1823-31)
- Poltava (1828)
- Il cavaliere di bronzo (1833)
- Il negro di Pietro il Grande
- Le novelle di Belkin (1830)
- La dama di picche (1834)
- La figlia del capitano (1836)
- Boris Godunov (1825 - che ispirò il compositore Mussorgskij),
- Mozart e Salieri
indice poeti e scrittori
pagine scritte e curate da Michal Maruska & Elisabetta de Carli Maruskova.
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