FUNERALE DUEMILA
- Primo tempo (I PADRI)
- Professore
- Uomo bianco
- Uomo giallo
- Uomo nero
- Secondo tempo (LE MADRI)
- Dottore
- Donna bianca
- Donna gialla
- Donna nera
- Professore
Scena buia. Ad un tratto una voce pronuncia con tono chiaro e forte:
Voce- Siamo a Psicòpoli, siamo a Psicòpoli, Attenzione!
Parla il professore capo della sezione genetica che ha concluso in questi
giorni degli esperimenti fondamentali sulle razze umane. Attenzione!
Attenzione! Siamo a Psicòpoli, a tutte le stazioni terrestri e a quelle
vaganti, il corpo accademico dell'Università di Psicòpoli ha il piacere di
accogliere tutti i rappresentanti delle tre razze fondamentali della terra, Sua
Eccellenza la razza bianca Sua Eccellenza la razza gialla Sua Eccellenza la
razza nera. (con tono imperioso) Luce!
La scena s'illumina. Nel centro vi sono tre uomini nudi, seduti per terra, in cerchio, girati uno rispetto all'altro di spalle. Un uomo di una sessantina d'anni, magro, con i capelli grigi in disordine, con la faccia piccola, ossuta, con occhi spiritati dietro gli occhiali, vestito con abiti larghi, antiquati, parla gesticolando, come un esaltato. Nel centro della scena, sul fondo, vi è un'alta tribuna completamente ricoperta da un lenzuolo.
Professore- È un fatto scientificamente appurato che la teoria
dell'incarnazione, pensiero che si perde nella notte dei tempi, è assolutamente
esatta. Il merito della scoperta è della scienza della psicologia del profondo,
propria di Psicòpoli, questa città del futuro, dove non si nasce e non si muore
perché si nasce e si muore altrove. (urlando)
Qui si studia e non si fa altro a Psicòpoli. La psicologia del profondo sa
penetrare nel più intimo della psiche umana, nelle sue pieghe, nelle sue
sfumature basta! Sa scoprire, catalogare, riconoscere nessuna scienza
l'uguaglia, nessuna scienza la supera. La psicologia del profondo dice: nulla
di più certo che la nostra prima incarnazione fu la scimmia maschio, portata
naturalmente dalla scimmia femmina.
(rivolgendosi al pubblico) Inutile sorridere! Formidabile problema la
mutazione della scimmia in ominide e dell'ominide in uomo! La psicologia del
profondo ha buttato in questo problema il suo sguardo avido, indagatore e
conosce con esattezza l'ora, il secondo, la frazione di secondo in cui avvenne
la mutazione genetica (urlando) e vi
dirò di più: la psicologia del profondo sa da quale gruppo di scimmie si è
sviluppato l'ominide e da quale ominide si è sviluppato l'uomo. Basta! Tutto
ciò riguarda il passato, invito il rappresentante della razza nera a leggere la
sua cartella clinica.
Nero- (scattando in
piedi, recita a memoria rapidamente) Secondo le indagini, i test, le prove
analitiche e psicoanalitiche, le associazioni e i trattamenti di ipnosi, di
ipnoanalisi, di visualizzazioni, di regressioni di età negli anni, nei secoli,
nei millenni, io fui prima nero, poi bianco, poi giallo.
Professore- (con aria
estasiata)
Bene! Invito il rappresentante della razza gialla a leggere la sua cartella
cinica.
Giallo- (scattando in
piedi, recita a memoria rapidamente) Secondo le indagini i test, le prove
analitiche e psicoanalitiche, le associazioni e i trattamenti di ipnosi, di
ipnoanalisi, di visualizzazioni, di regressioni di età negli anni, nei secoli,
nei millenni, io fui prima nero, poi bianco, poi giallo.
Professore- (con aria estasiata) Molto bene! Invito il
rappresentante della razza bianca a leggere la sua cartella clinica.
Bianco- (scattando in
piedi, recita a memoria rapidamente) Secondo le indagini, i test, le prove
analitiche e psicoanalitiche, le associazioni e i trattamenti di ipnosi, di
ipnoanalisi, di visualizzazioni, di regressioni di età negli anni, nei secoli,
nei millenni, io fui prima giallo, poi nero, poi bianco.
Professore- (con tono delirante)
Entusiasmante! (rivolgendosi al pubblico)Metempsicosi
trasmigrazione integrazione nei millenni uno nell'altro! Tutto questo salta
fuori dagli studi della psicologia del profondo! Siete formati gli uni coi
pezzi degli altri! (si avvicina al
bianco) Tu fosti giallo, poi nero, poi bianco! (al giallo) Tu nero, poi bianco, poi giallo! (al nero) Tu bianco, poi giallo, poi nero! Mistero della natura che
vi compenetra, che ha messo fra voi le condizioni di una pace eterna! Voltatevi! (i tre uomini si voltano, uno di fronte
agli altri) Unite le mani! (i tre
uomini uniscono le mani fra loro) Dalle mani allo sguardo vi sentite
fratelli! Dal futuro la rivelazione di ciò che vi attende! (urla con gioia delirante) Ed ora attenzione, attenzione! Il caso
più strabiliante! (con gesti
melodrammatici) Qui veramente manca la parola per esprimere tutta la
profondità abissale della nostra meraviglia! (con aria di mistero) Una persona vivente che non sa, che non può
parlare, messa nelle spire della macchina che afferra qualunque più
impercettibile sospiro del nostro cervello, collegata all'ultimo tipo, il più
ineguagliabile, il più perfetto, insuperabile calcolatore elettronico, mi ha
svelato, per puro caso, di essere l'incarnazione finale di una lunghissima
serie di uomini bianchi, neri e gialli c'è c'è ve la farò vedere! (indica la tribuna di fondo) È là! La
prodigiosa, spettacolare scoperta è stata fatta dal sottoscritto e vi racconto
come. Me ne andavo un giorno per diletto nella più grande e formidabile foresta
della terra ed un essere mi si mise al fianco. Non aveva nulla di umano, lo
cacciai ed egli, per nulla spaventato, mi ritornò vicino. Lo cacciai di nuovo
con urla terrificanti, bestiali: nulla! Cercai di ucciderlo ed egli ed egli
con occhio umano superumano, mi parea dicesse: quale bestialità tu, uomo, stai
facendo! Meravigliato: vieni, gli dissi, tendendogli le mani ed egli venne. (mimica quello che dice) Uscimmo così
dalla foresta, mano nella mano. Ero stupito di me stesso e intanto un pensiero
si faceva strada nella mia mente. E se costui fosse l'incarnazione finale più
avanzata di tutta l'evoluzione umana, gialla bianca e nera? Lo saggerò nel
fuoco, lo esporrò ad una somma di radiazioni da incenerire la terra, lo
infilerò nel crogiolo di una bomba al plutonio, al cadmio, all'idrogeno,
all'elio, che, come voi sapete, è come stare nel nucleo più profondo e
terrificante del sole stesso. E così feci! Resistette a tutto! È qua! Uscito
vivo dal calore tremendo di una stella, dal bagliore insostenibile di una
cometa, dalle spire infuocate di una nebulosa! Eccolo! (scopre la tribuna. Sulla tribuna, sotto una campana di vetro c'è una
comunissima scimmia) Scimmia! Vi stupite! Scimmia! (ritorna serio) Ma non è una scimmia, anche se vi sembra una
scimmia. Ho sacrificato centinaia di migliaia di comuni scimmie sottoponendole
agli esperimenti di cui ho parlato prima: esse sono cenere! Costei no! È
passata indenne! (cade in ginocchio ai
piedi della tribuna) Sulla mia coscienza di scienziato proclamo ed affermo
che costei non è una scimmia, ma l'incarnazione di tutto quello che noi saremo
fra migliaia di anni resistenti ai raggi cosmici, insensibili alle radiazioni
atomiche, indifferenti al calore, all'urto, alla violenza delle esplosioni nucleari.
(con tono quasi di preghiera)
Guardiamola con rispetto! Ora è un esemplare unico, ma l'evoluzione inizia
così da pochi casi che vivono e sopravvivono. Mentre gli inadatti, i simili (urlando) noi, soccombono, loro si
moltiplicano e si diffondono fino a coprire, come una macchia d'olio, tutta la
terra. (si alza e s'avvicina ai tre
uomini seduti per terra, pensieroso) Eppure vi è un problema che non sono
ancora riuscito a risolvere. Chi fra costoro, bianco, nero o giallo,
sopravviverà per trasformarsi in scimmia (e
indica la scimmia) nella più alta, nella più nobile realtà futura?
Nero- (balzando in
piedi) Io!
Giallo- (balzando in piedi)
Io!
Nero- (balzando in piedi) Io!
Professore- (con accento di
invocazione, rivolto alla scimmia) Ah potessi parlare! (come colpito da un pensiero improvviso)
Ma forse qualcuno di voi può capirla perché parla, parla in continuità una
lingua sconosciuta signorina! Il disco Xbeta 4976 sentite sentite
Si odono dei
suoni gutturali e stridii.
Nero- (in piedi con
le braccia conserte, serio) Dice che è nero.
Giallo- (in piedi con le
braccia conserte, serio) Io ho sentito chiaramente che ha detto giallo.
Bianco- (in piedi con le
braccia conserte, serio) Io ho capito perfettamente che ad un certo momento
ha detto bianco. (con impeto)
Professore, mi ceda questo esemplare! Io so benissimo come fargli dire che era
bianco.
Giallo- (ora i tre
personaggi iniziano a muoversi come persone reali, ironico) Crede di
saperlo lui solo?
Nero- (contraendo i
poderosi muscoli delle braccia) Non meglio di me e lo comprenderete
subito! (avanza minaccioso verso il
bianco e il giallo, il professore si getta davanti al bianco e al giallo
difendendoli con la sua persona) Fermo! Fermo! E se uno di costoro fosse il
prototipo misterioso, l'ultimo stadio, il nostro anello estremo di congiunzione
con il futuro uomo scimmia?
Bianco- (nascondendosi
dietro le spalle del professore e indicando il nero) Non è lui di certo!
Professore- (voltandosi) Chi te lo dice?
Bianco- La sua arroganza
Giallo- La sua crudeltà
Bianco- La sua lussuria
Nero- (con ira
furibonda) La sua arroganza la sua arroganza la sua lussuria la tua
lussuria, bianco, è più sfrenata e lurida della più lurida scimmia
Professore- (corre verso la scimmia e
la guarda con occhio implorante) Scusalo, uomo scimmia! Non sa quello che
dice! Ha sofferto e molto! Fatto a brani dai bianchi ora adulato dai gialli
domani ingoiato da tutti e due (si odono
suoni gutturali e stridii, con aria spiritata) l'uomo scimmia ha parlato!
Ha capito il suo discorso l'ha già fatto altre volte tutte le volte che di
fronte a lui si offende la scimmia!
Professore- (afferrando il bianco per
le braccia) Non lo è! (con rabbia)
Tu, bianco, sei cinico, ironico, mordace, lussurioso, maledetto!
Bianco- Parlerò al mio governo razziale supernazionale e gli
farò decretare lo sterminio totale, assoluto della razza bianca e nera
Giallo- Non ci riuscirai.
Bianco- Giallo ne ho un'esperienza formidabile! La razza degli
ebrei che ancora vegeta da qualche parte della terra c'è mancato poco che
scomparisse tutta, se non avessimo fatto in tempo a scoprire la bomba atomica
Professore- (stupito) Ma sei stato
bianco e nero
Bianco- (con arroganza)
Ed ora sono bianco! E me ne vanto! Sacrilego, corruttore di minorenni,
spergiuro, ipocrita sadico, vendicativo tutto tutto! Ho sempre avuto una
legge: essere l'ultimo e rimanere in piedi! Dai tempi dei tempi la razza bianca
è sempre stata destinata a dominare le altre pietà, amore, li ha sempre predicati
in vista di dominare meglio.
Nero- Che luridume!
Bianco- (con furia) La storia non si cancella
con gli insulti, ma con le bombe atomiche la tua, nero la tua, giallo (il giallo e il nero si stingono fra di
loro) Vi coalizzate contro di me, ridicoli! Il potenziale cerebrale bianco
supera di gran lunga i potenziali cerebrali nero e giallo messi insieme vi
strozzerò con le mie mani!
Giallo- (riprendendo un
tono ironico) La mia educazione mi impedisce di battermi con un gorilla
Bianco- (avanzando
minaccioso) Gorilla, a me!
Nero- (facendosi
avanti e mettendosi davanti al giallo) Provati, pezzente di un bianco!
Si odono suoni
gutturali e stridii.
Professore- (ributtandosi
ai piedi della tribuna) Ha parlato! Scimmia benedetta, frutto futuro delle generazioni umane,
traduci con la tua intelligenza superiore che ormai spazia senza fatica
nell'universo intero quello che hai detto cosa cosa? (trionfante) Ha detto: pace!
Giallo- (sedendosi a
terra, con aria pensierosa) Ma se faccio pace come potrà svilupparsi questo
prototipo dell'umanità futura? Professore, non ha detto che questa scimmia
resiste alle esplosioni atomiche?
Professore- (stupito) Sì.
Giallo- e alle radiazioni cosmiche e alle reazioni stellari?
Professore- Certamente.
Giallo- È evidente che solo sterminandoci piacevolmente con
tonnellate di uranio, plutonio, elio con tutto l'idrogeno degli strati alti
dell'atmosfera e, finito questo, con tutto quello chiuso nelle molecole d'acqua
degli sterminati oceani gli permetteremo di essere quella macchia d'olio che
ungerà la terra. Non le pare?
Professore- (serio) Sei sottile, giallo.
Giallo- È una prerogativa della mia razza.
Professore- (entusiasmandosi) La scienza non può
sottovalutare la tua idea.
Giallo- (con malignità)
Il bianco ha già incominciato ora lotta perché non continuino gli altri.
Bianco?
Bianco- (calmo)
Giallo?
Giallo - Sei d'accordo di sterminare il nero?
Nero- (buttandosi
dietro le spalle del professore. Ha gli occhi spiritati dalla paura.)
Professore
Bianco- Io, sì. E poi?
Giallo- Sapremo già di sicuro che non è lui il progenitore
dell'uomo scimmia futuro. Il professore ce ne sarà grato perché accelereremo i
suoi esperimenti. Via il nero poi il bianco (conta sulle dita) non rimarrà che il giallo.
Nero- (si butta
dietro le spalle del bianco) Bianco?
Bianco- (con tono
interrogativo) Nero!
Nero- Dammi le tue bombe atomiche! Gliele butterò in testa!
Hai dei missili radiocomandati?
Bianco- Ce li ha anche lui!
Nero- Hai dei satelliti che possono scaraventare le bombe
dove si vuole?
Nero- (costernato)
Nulla!
Bianco- (con disprezzo)
Tu non sai fare altro che ballare e cantare.
Nero- (disperato)
e morire
Bianco- (con aria di
mistero) Ti insegnerò un'astuzia.
Nero- Qual è?
Bianco- Allesti con lui (e
indica il giallo) e poi l'uccidi.
Nero- Sono troppi. Facciamo pace.
Si siedono per
terra nella posizione di prima.
Giallo- Bianco?
Bianco- Facciamo pace al diavolo l'uomo scimmia futuro!
Giallo- Vada con Buddha!
Nero- Amen!
Chinano la testa rimanendo immobili come statue. Il professore passa dietro la tribuna, sale su una scaletta e afferra la scimmia. Questa si lascia prendere in braccio, il professore prende da una tasca delle noccioline e gliele dà. La scimmia si mette coscienziosamente ad aprirle e a mangiarle.
Professore- Ti lascerò andare, piccola scimmietta mia! Va' nella
tua foresta, cresci e moltiplicati. L'uomo non tarderà a raggiungerti è troppo
sordo alla scienza è troppo freddo all'amore è troppo pieno di odio! Senza
gli uomini tu sarai il capostipite di una nuova razza e voglia il cielo che sia
più umana di quella umana di cui prendi il posto.
SECONDO TEMPO
LE MADRI
Un po' di lato sul palcoscenico vi è un gruppo di tre donne sedute in cerchio. Di fronte una bianca, bionda, magra, molto dipinta, (e che continua a dipingersi il viso) vestita con una camicetta trasparente attraverso cui si vede un reggiseno minuscolo e una minigonna. Ai suoi lati una donna gialla, carina, dall'espressione maliziosa, vestita con un lungo abito bianco che però presenta un ampio spacco laterale che le mette in mostra tutta una gamba fin oltre il bacino. A sinistra una donna negra, alta. slanciata, quasi completamente nuda, un minuscolo vestito, tipo costume da bagno, le copre scarsamente seno e basso ventre. Dopo un po' entra in scena un uomo alto, dalla corporatura atletica, vestito con un lungo camice bianco chiuso al collo, con un berretto bianco in testa e una garza a mascherina sulla faccia. Tiene le braccia alzate come un chirurgo che si prepara all'operazione, ha le mani infilate in guanti di gomma. Entrando si toglie la garza, il. berretto e i guanti che si infila in tasca.
Dottore- (con tono
nervoso, autoritario) Chi è la madre? (nessuna
risponde) Perché non rispondete? (ironico)
Ah, capisco! Quella che di voi che è la madre non ha il coraggio di confessare
di aver partorito il mostro che c'è qui sotto! (in questo istante viene spinto in scena un carrello con sopra una
forma tipo umana coperta da un lenzuolo) In fondo ha ragione. (con rabbia) E le altre sono conniventi!
(ironico) Se non fosse assurdo
penserei che l'avete partorito un pezzo a testa.
Gialla- Non è assurdo, dottore, può anche non crederci:
l'abbiamo partorito un pezzo a testa.
Dottore- (divertito)
Questa è bella. (ironico) Da un solo
padre?
Negra- (sollevandosi con
dignità sulle ginocchia) Non siamo sgualdrine, ma delle donne onorate.
Ognuna di noi ha partorito il suo pezzo dal suo uomo. Che colpa ne abbiamo noi
se la natura ha stabilito così? Un pezzo a testa e il nostro figlio comune è il
mostro che le abbiamo portato perché lei lo operi e lo guarisca.
Bianca- (sorridendo
con malizia)
Però potevamo anche averlo avuto tutte insieme dallo stesso uomo. Mi dicono che
un tempo c'erano molte donne e pochi uomini e un uomo andava con parecchie
donne, ma il risultato era lo stesso. Ogni donna partoriva il suo pezzo di
figlio e tutti i pezzi insieme facevano il mostro che abbiamo avuto noi. (con decisione) Bando alle chiacchiere!
Che cosa ha combinato di là con nostro figlio?
Dottore- Nulla!
Gialla- Nulla?
Dottore- Ve l'avevo detto che non mi assumevo nessuna
responsabilità.
Nera- (terrorizzata) L'ha ucciso?
Dottore- No, Dio me ne guardi! Non voglio discutere se per lui è
meglio vivere o morire. Questo è un problema che non riguarda la medicina ed io
sono stato chiamato come medico.
Bianca- E si è fatto pagare prima
Dottore- (risentito)
Prima o dopo che differenza fa? Farsi pagare prima è solo una questione di
prudenza. Se non avessi potuto far nulla, come è successo, voi non mi avreste
più pagato. Invece così la mia parcella è a posto, non è cinismo né cattiva
volontà. Se non mi aveste pagato prima non l'avrei visitato attentamente come
ho fatto, effettuando esami su esami. Vi dico francamente che sono sfinito,
sfido qualunque medico a fare di più di quello che ho fatto io. Spero che vi
sarete accorte di come lunga è stata la visita.
Gialla- (ingenuamente)
Oh, sì. Aspettando di qua non sapevamo più che dirci. Qualcuno ha persino
insinuato che lei si fosse addormentato.
Dottore- (irritato) In questo caso la visita
non sarebbe stata così breve! Se qualcuno ha dormito, è stato questo vostro
figlio. (e indica la forma sul lettino)
Già quando ho iniziato a visitarlo, sbadigliava in continuità. In un primo
tempo ho persino pensato che fosse drogato, poi quando mi sono accorto che è
affetto da idiozia galoppante, tutto è stato chiaro. Uno dei sintomi
dell'idiozia galoppante è il sonno.
Nera- Ma anche noi dormiamo.
Dottore- Non fraintendetemi! Anch'io dormo, ma non sono idiota.
Bianca- Ce ne siamo accorte. Lei deve essere un tipo molto
furbo.
Dottore- (lusingato) Oh,
Dio! Mi difendo! Senza astuzia è difficile vivere.
Bianca- (irritata) E
viene a dirlo proprio a noi?
Dottore- (misterioso) Non
mi riferisco ai clienti, ma ad altra gente.
Gialla- (insinuante) Quale,
di grazia?
Dottore- (duro) Non sono
tenuto a dirvelo.
Bianca- (maliziosa) Ce
lo dica! Terremo il segreto.
Dottore- E va bene! Mi riferisco ai colleghi.
Gialla- (stupita)
Ah, tra voi usate l'astuzia? È un metodo o un'arma?
Dottore- (con tracotanza) È
un metodo e un'arma. Un metodo non è un metodo se non è un'arma, e un'arma
prima di essere un'arma deve essere un metodo.
Bianca- Lei parla troppo difficile. Mi ricorda il mio professore
di filosofia che sembrava si divertisse a far girare le parole su se stesse,
come fossero trottole. Credeva di essere intelligente, a me faceva pietà.
Dottore- (con commiserazione)
Perché non lo comprendevi. Il gioco della logica è una ginnastica che pochi
sanno fare. Fra costoro non vi siete senz'altro voi e vostro figlio.
Nera- E lei crede di esserci?
Dottore- Modestamente sì. I problemi del pensiero mi hanno sempre
affascinato, non mi sono mai lasciato adescare dalle impressioni. L'impressione
non da garanzie sufficienti, l'impressione soddisfa gli scemi, non le persone
intelligenti.
Bianca- Dottore, lei ammette l'anima?
Dottore- (con forza) No!
Bianca- Io provo spesso l'impressione di essere un po' allo
stretto dentro il mio corpo.
Dottore- (con indifferenza)
Io mi ci trovo benissimo.
Gialla- Qualche volta capita anche a me
Bianca- Se non ti senti un po' stretta, è perché
l'anima gonfia dentro di voi.
Dottore- (con disprezzo) Non
ho mai sentito delle assurdità simili.
Gialla- (con umiltà)
Dottore, non se l'abbia a male, noi siamo delle donne che parlano come possono.
Dottore- Siete ridicole! Sembrate delle anatre che pretendono di
volare come dei gabbiani. Permetti una domanda?
Bianca- Anche due, dottore.
Bianca- (con vivacità) Bene! Sono i momenti in
cui mi viene voglia di piangere o quelli in cui desidero fare cose grandi,
impossibili. Sono i momenti fatali della mia vita quelli in cui desidero
morire.
Dottore- Mi avete fatto diventare triste. (quasi con affetto) Venite qua. (le
tre donne gli scivolano intorno) Vi faccio una confidenza. Sulla morte
siamo tutti specialisti uguali. Ne sa il dottore, come il parroco, come il
presidente della repubblica o l'ultimo cittadino. A proposito che ne facciamo
di questo vostro figlio?
Bianca- Che cosa vuole che ne facciamo? Ce lo riportiamo a casa,
avevamo riposto tante speranze nella vostra visita.
Dottore- (avvicinandosi al
lettino) Non è che si debba catalogare fra gli anormali in fin dei conti
non è anormale uno che fa una cosa che si è sempre fatta dai tempi dei tempi.
Gli uomini si sono sempre mangiati fra di loro, quindi se vostro figlio ha la
malattia di mangiarsi dita, gambe, fegato, cuore, fa come ha sempre fatto suo
padre, suo nonno e via di questo passo. La realtà è che non so curarvelo.
Nera- Ma perché questo nostro figlio continua a mangiare se
stesso e non qualcos'altro che ci faccia meno pena?
Dottore- L'unica spiegazione che posso darvi è che è insensibile,
come dire, al dolore di mangiarsi. Ti faccio un esempio: prova a mangiarti
un'unghia, senti dolore?
Nera- No.
Dottore- Mangiatevi allora quella pellina che circonda l'unghia.
Provate dolore?
Nera- Qualche volta sì.
Dottore- Continuate allora a mangiare la pelle oltre la pellina.
Nera- Non posso, mi fa male.
Dottore- (trionfante) Ecco il punto, ti fa male.
Ma se non ti facesse male ti mangeresti?
Nera- (incerta)
Può darsi.
Dottore- Questo è il caso di tuo figlio. La natura non l'ha dotato
di sensibilità al dolore e lui trova perfettamente normale mangiarsi ora una
ora un'altra parte del suo corpo e sceglie sempre le più delicate, sicuramente
perché sono più buone. (con aria dottorale)
Vostro figlio è un caso rarissimo di autoantropofagia naturale per assoluta
mancanza di sensibilità al dolore. Teoricamente potete fare di lui quello che
volete, pestarlo, squartarlo, ustionarlo, morderlo
Gialla- (con tono di
rimprovero)
Dottore!
Dottore- Ti stupisci? Ma se l'hai detto tu stessa che è insensibile
a tutto, a ragionamenti, a pietà! A proposito di pietà, gli avete parlato di
religione, di Dio, dell'anima?
Bianca- Sì, da quando è nato! Sono state le prime parole che gli
abbiamo detto.
Dottore- E che reazione aveva?
Bianca- (disillusa) Ci
stava a sentire convinto e noi eravamo sicure che la pietà sarebbe stata per
lui la sua regola per tutta la vita. Da piccolo sembrava solido nei principi
morali. Niente da fare! Alla prima occasione incominciava a mangiarsi, come suo
padre, come suo nonno, mandando al diavolo i principi morali che gli avevamo
insegnato. Certe volte è tranquillo, ma noi ci domandiamo angosciate su quale
parte si sfogherà prossimamente la sua furia antropofaga. Ormai siamo abituate
e ci teniamo sempre pronte al danno.
Dottore- Che cosa fate?
Bianca- (con agitazione)
Cerchiamo di tamponare l'emorragia, di disinfettarlo, di fasciarlo, di curargli
i brandelli di carne che gli pendono da tutte le parti. Cerchiamo di tenerlo,
di immobilizzarlo, ma egli lotta disperatamente contro i nostri sforzi, sembra
un ossesso, gli occhi gli escono dalle orbite, schiuma alla bocca, emette
ululati feroci, si dibatte e vince. Noi urliamo, imprechiamo, ci rotoliamo per
terra, lo supplichiamo dicendo che abbia pietà delle sue madri terrorizzate,
affrante, disperate. Non ci ascolta, non ci guarda nemmeno e se qualcuna di noi
per caso gli cade davanti, ci scosta col piede e ci da un calcio per mandarci
via. Così siamo ridotte noi, madri della terra, di tutta la terra! Passiamo a
schiere davanti a lui, incatenate al suo vizio, ci alterniamo secondo la parte
del corpo che egli si morde e si strazia. Nessuna riesce a farlo desistere!
Chiuso in se stesso, continua a cibarsi di sé. Grava su di lui una maledizione
eterna e intanto dentro di noi qualcosa si muove, che cos'è? È un pezzettino
dell'umanità futura, un altro che conosce già dal padre come e dove deve
mangiarsi.
Gialla- E poi c'è dell'altro che ci
preoccupa
Dottore- Che cosa?
Gialla- Nostro figlio ingrassa in
maniera impressionante, noi lo confrontiamo con suo padre: è già tre volte più
grosso di lui e suo padre era già una volta e mezza nostro suocero. Di questo
passo cosa sarà nostro nipote? Un colosso che non starà più su questa terra. (con disperazione) Già adesso due terzi
del suo corpo non è nutrito a sufficienza. Nostro figlio ha fame e ogni giorno
di più perché misteriosamente ingrassa pur mangiando di meno.
Dottore- (incerto) Ci sono sempre gli oceani
i mari
Nera- Vuole annegarlo?
Dottore- (scandalizzato)
No! Voglio dire che gli oceani, i mari sono un serbatoio immenso di sostanze
nutritive.
Bianca- Lo sappiamo! Ma, per piacere, serva lei a nostro figlio
un bel piatto di alghe e vedrà che bella accoglienza riceve. Noi ci siamo
provate! E oltre alla fame ha sete e
anche per l'acqua incominciamo ad avere un diavolo per capello quando dobbiamo
procurarcene. Stiamo studiando il sistema di trasformare il mare in acqua
potabile. Dopo tutto questo non può accusarci di imprevidenza!
Dottore- No, no senz'altro. Anzi, vedo che fate tutto il possibile
per accontentarlo. Lui ingrassa e voi aumentate i mezzi per sfamarlo. Ma se lui
diminuisse?
Dottore- (raccogliendole
vicino a sé, con aria misteriosa) I pezzettini i pezzettini che ognuna di
voi gli consegna giorno per giorno mettendoli un po' uno dietro l'altro e
aumentandoli di quelli che non muoiono mai aggiungete che sono sparite le
malattie che un tempo vi spazzavano via come mosche la morte non gira più per
le nostre case come un ospite abituale e, quando appare, deve accontentarsi dei
vecchissimi, solo di quelli che non si può fare a meno di consegnarglieli, se
no diventano immortali. (pensieroso)
Si parla della luna di Venere, ma le ultime notizie non sono incoraggianti. La
luna è spettrale, lugubre, mezza calda e mezza fredda, qualcosa tra un vulcano
e un deserto. Venere poi ha un'atmosfera così densa che su di lei si volerebbe
invece di camminare, a parte il fatto che ha un'aria irrespirabile. L'unica
soluzione è che voi donne facciate meno figli.
Bianca- Tutto qui?
Dottore- E ti par poco?
Gialla- Veramente c'eravamo giunte anche noi, ma dovrebbe
convincere i nostri mariti a non farcene fare.
Dottore- (pensieroso) È
molto difficile! A sentire certi discorsi sembra che gli uomini non abbiano altro
per il capo che godere fino all'esaurimento le gioie del sesso. Parlare di
goderne un po' meno è, secondo alcuni, andare contro la realtà dei fatti.
L'astinenza è un mito sì, un mito.
Bianca- E voi medici fate di tutto per aumentare e prolungare la
virilità dei nostri mariti.
Dottore- È naturale, quando si giudica la vitalità di un uomo non
da quello che ha in testa, ma dalle sue capacità sessuali, che cosa può fare un
medico se non curare ciò che domani, se insoddisfatto può dare inizio alla
pazzia a spirale, alla demenza per risonanza? (con entusiasmo) Ma io vi do la cura vi do la cura
Tutte e tre- (con ansia) Dottore
dottore!
Dottore- Chiudete gli occhi e tendete le mani (raccoglie le mani delle tre donne) afferrate stringete e via! (lascia cadere nelle mani delle tre donne
una manciata di pillole. Le donne aprono gli occhi stupefatte) Via via! (le donne si alzano gioiose, stringendo al
seno le pillole ed escono rapidamente di scena) Istruzioni a parte!
Entra il professore del primo atto. Coccola la sua scimmietta continuando a darle delle noccioline e sorridendo felice.
Dottore- (tendendo al
professore un pugno di pillole) Professore, ne vuole qualcuna per la sua
scimmietta?
Professore- (preoccupato, stringendo
la scimmia come a difenderla) No! (la
guarda con affetto e l'accarezza) La mia scimmia è cara, è dolce, è il
prototipo dell'umanità futura! E si moltiplicherà e i suoi figli saranno
numerosi come le stelle in cielo! (è
colpito da un'idea improvvisa e si avvicina al lettino) A meno che
Professore- (con aria spiritata)
Trapiantare
Dottore- (cercando di capire)
Che cosa?
Professore- (con entusiasmo
frenetico, tendendogli la scimmia) Tutto! Cervello, cuore, polmoni, fegato,
milza con l'ipnosi con l'anestesia ipnotica
Dottore- (incerto) Ma a quale dei due?
Professore- Quello che vuole!
Dottore- (ancora incerto, ma quasi convinto) Sono tutti e due vivi. (con decisione) Uccidiamo la scimmia!
Dottore- Allora non è possibile!
Professore- Perché?
Dottore- Ippocrate proibisce di uccidere un uomo chiunque egli
sia sia un genio o un mostro
Professore- (corrugando la
fronte e facendo uno sforzo per ricordare) Ippocrate chi era costui? (poi con indifferenza voltandosi e
avviandosi per uscire) Sarà per un'altra volta per un'altra volta quando
morirà l'uomo
Dottore- (forte) O la
scimmia!
Professore- (stringendosi
la scimmia e parlandole con tono affettuoso) No, questa scimmia no, non può morire! (entusiasmandosi) Non potrà mai morire
non vi è che lei oltre le bombe atomiche che saranno usate che bruceranno
tutto non rimarrà che lei la mia scimmietta atomica a raffreddare l'astro
che ora si chiama terra per un nuovo ciclo per una nuova era (esce)